martedì 5 maggio 2026

ASTRO-GRAFO-CRIMINOLOGIA: IL GIALLO DI GARLASCO

 



Ormai, da tempo, non si parla d'altro e soprattutto da quando è stata riaperta l'inchiesta, con pressoché quotidiani colpi di scena, veri o presunti ma sempre amplificati a dovere dai mass media.

Non ripercorreremo la storia di questa ingarbugliatissima vicenda dove tra indagini poco accurate, testimoni chiave nel frattempo scomparsi e personaggi che, a seconda del giornalista di turno, acquistano più o meno importanza, ma utilizzeremo l'ormai ben descritto metodo di comparazione astrografologico nel libro “Astro-Grafo-Criminologia" a cura di Laura Poggiani, https://amzn.eu/d/0abj1fSf .

Della vicenda avevamo già parlato anche nell'articolo sul sito Astralis http://www.astralis.it/duedelitti.htm

Confrontiamo adesso invece le due scritture dei principali protagonisti di questa vicenda: Alberto Stasi e Andrea Sempio.




Una constatazione appare subito evidente, anche ai non addetti ai lavori: ambedue gli scritti ci parlano immediatamente di personalità chiuse, che mostrano un'immagine di sé assai diversa dalla realtà.

La scrittura di Stasi infatti è a stampatello, malgrado il testo, alquanto intimo, sia rivolto al padre nel momento della sua morte. Chi ha questo tipo di scrittura, tende a privilegiare un'immagine pubblica a quella privata, assai più nascosta. Eppure, è comunque una scrittura chiara, ben leggibile, sebbene dall'andamento "tentennante", dimostrando come le idee, dopotutto, fluiscono in modo non caotico, lineare e ben dosate, ma l'andamento tradisce un continuo cambiamento di pensiero, di posizione, di umore. Il carattere delle lettere staccate tra loro, essendo lo scritto in stampatello, aggiunge una particolare freddezza ai sentimenti e al loro mostrarsi, fenomeno che, come abbiamo purtroppo visto con altri casi, è spesso indice di una certa anaffettività che, in casi estremi, può risultare pericolosa.

Ben diverso il caso di Andrea Sempio: malgrado sia la firma, ossia la parte più importante di uno scritto, è praticamente difficile, se non in alcuni tratti quasi impossibile, distinguere nitidamente le lettere, spesso fuse l'una con l'altra oppure addirittura saltate. Chi ha questi tratti non necessariamente ha processi cognitivi disturbati, soprattutto nel primo caso, ma l'unione di queste due caratteristiche indica come i pensieri non fluiscano correttamente ma possano essere soggetti a scatti, passano da stati di euforia a depressione con facilità, con passaggi rapidi dall'affettività a momenti assai più rudi e cupi, alternando attimi di grande coinvolgimento a vero e proprio disprezzo.

Ma osservando più attentamente le due scritture troviamo, come sempre, agganci precisi con l'Astro-Grafologia.

Stasi mostra nettamente, con il segno delle "TT", il segno dei Gemelli non chiuso alla base. Nel suo TN troviamo Mercurio congiunto a Sole e Marte, opposti a Nettuno, che portano ad un certo voyerismo cerebrale, che si aggiunge proprio al glifo dei Gemelli aperto verso il basso: il Nostro è abituato a fantasticare, a cercare di ricreare scene di erotismo che aumentano la sua immaginazione nel vivere l'Eros.



Nel caso di Sempio, invece, il riferimento astro-grafologico è ancora più marcato e omogeneo:



troviamo infatti sia il segno dello Scorpione ben delineato nella "m" del cognome a cui si aggiunge il glifo di Plutone, Signore proprio dello Scorpione, nella lettera maiuscola "S" del cognome, riportandoci innanzitutto all'immagine che lui ha di sé, ossia di una persona dalle pulsioni molto forti, abituato però a nascondere i pensieri più intimi ma anche attrazione verso situazioni border line e "nere", come vuole Plutone stesso. Nel suo TN Plutone si trova nella curiosa posizione di collocarsi in IV Casa, dove ne detiene la Signoria, opposto proprio a venere in Casa X: la sua visione della donna coinvolge pensieri e immaginazioni dove la donna diventa una sorta di anima sacrificale. A questo si aggiunge un fortissimo stellium in Capricorno, che ci rimanda ancora a tendenze di segretezza, isolamento ma anche di cocciutaggine nel perseguire i propri obiettivi, in Casa VI, il quotidiano.

 

Fermo restando quindi che questo scritto non intende puntare il dito da nessuna delle due parti, perché il compito di questo scritto è soprattutto quello di illustrare un metodo, una constatazione ci viene però di fare: questi due uomini che, direttamente o meno, ruotavano intorno a Chiara, presentano, dall'analisi della loro scrittura, ambedue aspetti alquanto particolari della loro personalità.

 

 

Testo di Laura Poggiani – Tutti i diritti riservati



Per capire meglio il  metodo interpretativo utilizzato

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